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Il basket in Italia

Questo sito intende rappresentare una risorsa completa e di facile consultazione dedicata al basket e alla sua pratica in Italia.

L'intenzione è quella di guardare a questo popolarissimo sport al di là dei luoghi comuni, svelando fatti sorprendenti su questa disciplina così amata, tanto da essere la quarta per numero di tesserati nella nazione tricolore (oltre 315.000 secondo i dati Coni del 2018, i più recenti a disposizione).

Quelli che seguono sono solo alcuni dei contenuti che verranno trattati in dettaglio nelle prossime pagine.

Basket e Italia, non tutti sanno che...

L'arrivo formale del basket in Italia si deve a una donna: la senese Ida Nomi, nel lontano 1907, fu la prima a tradurre e agevolare la diffusione delle regole del gioco così come espresse dal suo fondatore, il canadese James Naismith. All'epoca il gioco si chiamava "palla al cerchio".
Molti ritengono che il basket sia arrivato in Italia solo dopo la Seconda guerra mondiale, ma in realtà (con un nome solo di poco diverso da quello di inizio Ventesimo secolo: "palla a cesto") esso era ampiamente praticato nello Stivale fino a tutti gli anni Trenta. I campionati si interruppero proprio a causa della guerra.

Si noterà che è proprio a partire dall'antico nome del basket, "palla a cesto", che nasce una parola usata per definire i giocatori di basket: i "cestisti".

Non solo "archeologia dello sport": uno dei personaggi più amati del momento a livello mondiale è il mister degli Houston Rockets Mike D'Antoni. Perché parliamo di un dirigente USA? Perché D'Antoni ha lungamente giocato a Milano sotto la guida del leggendario Dan Peterson: a lui si deve il rinnovamento del basket a stelle e strisce, che da qualche anno parla... italiano!